Stazione meteo di Donnalucata

Rilevazioni dati meteoclimatici nel Comune di Scicli (RG)

Stazione meteorologica certificata a norma MeteoNetwork - Rete MeteoNetwork


LuogoScicli
LocalitàDonnalucata
ProprietarioBartolomeo Verdirame
StrumentazioneOregon scientific wmr200
Latitudine36.765 N
Longitudine14.639 E
Altitudine30 mslm
Altezza dal suolo500 cm
SchermaturaAutocostruita
TipologiaUrbana
Tipo ubicazioneTetto

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Foto del posizionamento

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Descrizione della stazione e del clima della zona

I POSTI DEL COMMISSARIO MONTALBANO - Fiction, Tv - RAI - Donnalucata, 5.000 abitanti circa, è una frazione marinara del comune di Scicli da cui dista circa 8 km, la provincia è Ragusa. Donnalucata si trova a 84 Km a nord dell'isola di Malta e, a 450 km a nord da Tripoli. Nel 1091, il conte Ruggero d'Altavilla sconfisse i saraceni, secondo una leggenda religiosa, grazie all'intervento della Madonna detta poi delle Milizie, e in tale luogo fu costruito un santuario. Attorno al santuario e ad una torre costiera si sviluppa nei secoli il borgo. La costa è caratterizzata da ampie spiagge di fine sabbia dorata, che in estate diventano meta di folle di vacanzieri. Le attività principali sono la pesca ed il turismo, oltre all'agricoltura in serra con la produzione di primizie orticole e fiori. IL TERRITORIO: Il territorio dove oggi sorge Donnalucata ha visto la presenza umana, fin da tempi antichissimi. Vi sono infatti notizie, non confermate, della presenza di una fonte sacra a Cerere in età greca, sulla marina, in un punto già noto ai fenici che vi tenevano un mercato di schiavi. La presenza di un forte culto nei confronti della dea Cerere non è fenomeno isolato negli iblei se si pensa che anche la vicina Kamarina teneva feste in suo onore e l'aveva raffigurata anche sulle proprie monete. Anche a Donnalucata si tenevano grandiose feste cereali, che avevano lo scopo di ringraziare la dea per il raccolto; si tenevano nel mese di agosto e a tutt'oggi vi è una festa che sembra esserne erede, ma che è dedicata alla Madonna Assunta, alla quale peraltro era stata dedicata la chiesa appena eretta. LE ORIGINI DEL NOME: L'origine del nome Donnalucata deriva dalla sua antica sorgente. Un viaggiatore arabo, Al Idris (poi latinizzato in Odrisi) inviò infatti al Sultano Saladino una relazione in cui diceva di aver trovato una fonte che sgorgava cinque volte al giorno, ad ore ben precise e corrispondenti alle ore delle preghiere musulmane. Disse di aver trovato "Ayn-Al-Awqat", ovvero la fonte delle ore, che latinizzato divenne Donnalucata. Il nome della fonte passò poi ad indicare il luogo. Si è ritenuto in passato di poter individuare detta fonte (che non più protetta dall'azione del mare avrebbe perso la sue caratteristiche) dialettalmente chiamate "Ugghie" (sorgenti d'acqua dolce) sul lido di Micenci, ancora oggi esistente e ben visigile. Per quanto poi riguarda il presunto “miracolo”, è plausibile che la fonte in questione sgorgasse tutto il giorno, ma che fosse visibile solo durante la bassa marea, al tramonto, e coincidente con l'ora della preghiera. LA STORIA: Verso la fine dell'undicesimo secolo, Donnalucata, così come tutto il resto del territorio sciclilitano, era contesa tra Normanni e Saraceni. Nel 1091 ci fu, secondo la tradizione, un epico scontro in cui i Normanni (cristiani), sebbene di molto inferiori nel numero, guidati dal conte Ruggero d'Altavilla, ebbero la meglio sulle truppe dell'Emiro Bell Khan. A questo proposito la tradizione sacra tramanda la vicenda di un intervento della Madonna su un cavallo bianco (A Maronna re Mulici o meglio in lingua italiana - La Madonna delle Milizie). Il nome «Mulici», è tuttavia opportuno precisare, va messo in relazione non al termine «Milizie», ma ad un tempio dedicato a Dioniso Bacco «Milicio» presente in epoca greca in loco. Nel luogo della battaglia fu costruito un santuario, dedicato alla Vergine Guerriera, e contenente tra l'altro l'impronta impressa sulla pietra del suo cavallo. Il Santuario, distrutto da un terremoto nel 1693, fu ricostruito nel 1721. Il terremoto del 1693 fu disastroso per tutti gli iblei; durante tale periodo la zona era stata ceduta dal nobile Fabiano Arizzi a Giuseppe Miccichè che a sua volta l’aveva ceduta alla famiglia Mirabella; quest'ultima aveva venduto la zona ai gesuiti. In tale periodo, il nome di Donnalucata, derivato dalla fonte, era stato assunto non solo dalla zona, ma anche da una torre (probabile riferimento alla “torre saracena”), di proprietà del barone Miccichè, che aveva funzione di protezione della borgata. La stessa sorgeva su una torre precedente che risaliva al XIV secolo ed era stata costruita, assieme a molte altre nella zona, su disposizione del Viceré D. Giovanni Di Vega. Il ‘600 fu anche il secolo che vide la presenza a Donnalucata del grande pensatore e scrittore Frà Mariano Perello. ( sepolto all'interno del Santuario della Madonna delle Milizie) In seguito alla cacciata dei gesuiti, il borgo passò ai Penna, che vi avviarono la costruzione della villa a monte della città e dell'attuale palazzo Mormino Penna. LA DONNALUCATA MODERNA: Donnalucata affina la sua vocazione marinara durante il Risorgimento, quando è il porto privilegiato per i contatti con gli esuli politici che si trovano a Malta. Grazie anche a questo si ottiene nel 1840 la costruzione della strada Scicli-Donnalucata. A questi anni risale il primo documento pervenuto e attestante notizie su Donnalucata. Si tratta della planimetria del 1848 di proprietà della famiglia Pinzero Leotta; da essa appare come all'epoca nel paese vi fossero 2 categorie di abitazioni: le ricche e grandi ville patrizie di proprietà delle famiglie nobiliari sciclitane e le piccole e basse casette dei marinai del posto, tutte addossate le une alle altre. L'assetto urbanistico di allora era notevolmente diverso da quello odierno, tuttavia già nell'Ottocento il centro della borgata appariva essere il crocevia tra la via Casmene e la via Busacca (oggi via Pirandello). Nel 1878 vengono iniziati i lavori di costruzione della chiesa di S. Caterina da Siena (terminati nel 1883), gran merito per ciò va senz'altro a Monsignor Giovanni Blandino che fu Vescovo di Noto dal 1832 al 1913. Questi conosceva la allora piccola borgata di marinai perché vi si recava d'estate ospite della famiglia Penna. Il primo comitato cittadino per la costruzione di una chiesa si costituisce il 22 giugno 1873, presieduto dal preposto D. Pietro Paolo Spadaro. Ma vi sono due persone che in tempi diversi svolgeranno un ruolo determinante: si tratta del farmacista Guglielmo Pinzero e del canonico Guglielmo Conti; il primo, che fu anche consigliere comunale in Scicli e che servì la chiesa come confrate, fu attivissimo durante la sua costruzione proprio per il suo fervore cattolico; il secondo ebbe se possibile un ruolo ancora più importante in quanto oltre a sovrintendere alla costruzione della chiesa, che fu invero abbastanza laboriosa, si occupò anche di tener informata la Curia netina dei progressi. La costruzione fu ultimata il 12 luglio 1885 e fu il Conti che ne diede notizia a Mons. Blandino. La chiesa neoeretta venne dedicata alla Madonna Assunta e fu considerata dipendente dalla chiesa Madre di Scicli. In quello stesso periodo il centro cittadino contava circa 600 abitanti, ma la borgata aveva anche iniziato ad essere punto di riferimento per chi viveva nelle campagne circostanti infatti venne anche istituita una scuola per i bambini del luogo. Una ditta tedesca costruisce, nei primi del Novecento, all'entrata del paese il cosiddetto "garage" (noto per lo stile liberty) che serviva come rimessa per i carichi di pece, estratta nelle cave tra Scicli e Modica, in attesa di essere imbarcati per la Germania. Tanto le cave quanto la rimessa furono poi confiscate dal governo italiano come preda di guerra successivamente alla conclusione della prima guerra mondiale. Nel 1927 si costituisce il Consorzio di irrigazione dell'Agro di Donnalucata per un miglior sfruttamento delle ingenti risorse idriche, ad esso seguì la costituzione di un Consorzio di Bonifica per le molte zone paludose nella valle dell'Irminio. Si inizia a praticare diffusamente la serricoltura, che consente la coltivazione intensiva delle primizie e dei fiori. Nel secondo dopoguerra, il boom economico genera un aumento della popolazione e quindi investimenti nel campo dell'edilizia. Una seconda e nuova chiesa per Donnalucata Donnalucata è la frazione più estesa del territorio comunale di Scicli (RG) e anche la più popolosa, ma usufruisce esclusivamente della piccola chiesa di Santa Caterina da Siena che sicuramente non è in grado di rispondere alle esigenze della collettività che vive nella borgata, sia nel periodo estivo che in quello invernale. Infatti se durante l’esercizio quotidiano è appena sufficiente, durante le celebrazioni particolari quali battesimi, cresime, matrimoni, lo spazio a disposizione dei fedeli è insufficiente. Il nuovo complesso parrocchiale in progetto sorgerà in contrada Cannamara a nord di Donnalucata, il lotto è delimitato dalla via Maratona e dalla via Salonicco, è caratterizzato da una notevole pendenza, il dislivello fra il punto più basso e il punto più alto è di circa 4.40m. I motivi ispiratori Per la redazione del progetto definitivo ci si è ispirati al mare, proprio perché la ridente borgata fonda la sua principale economia su questa grande risorsa. Il mare viene sempre evocato nel progetto, vuoi con il ricordo di conchiglie, con delle vele spiegate al vento, come simboleggia l’aula principale della chiesa; vuoi con il campanile che ricorda l’albero di una nave in transito; ed ancora con la sinuosità del terrazzo del sagrato e della canonica che evoca le morbide spiagge lambite dal mare. Mentre, le uniche espressioni campestri sono gli alberi d’ulivo esistenti sul lotto che verranno lasciati in loco, per richiamare l'economia agricola del territorio. L’idea progettuale era quella di riproporre con il linguaggio dell’architettura il connubio che esiste in questa borgata tra le due civiltà, quella marinara e quella contadina, che da decenni convivono ed interagiscono, amabilmente in questo luogo incantato. Nella parte più alta del lotto sorge la chiesa, la cui forma ricorda quella di una conchiglia, aperta verso la borgata e verso il mare ed al cui vertice è posto il campanile. Come verrà realizzata L’aula liturgica può contenere fino a 550 posti a sedere, disposti a emiciclo; la zona del presbiterio è rialzata di tre gradini; a destra si trova l’ambone, a sinistra il fonte battesimale. L’intradosso della copertura dell’aula liturgica sarà realizzato in legno a cassettoni, esso ricorda le chiese del ‘4oo non presenti nel nostro territorio a causa del terremoto del 1693. L’estradosso sarà realizzato in alluminio zincato coibentato. Inoltre è stato previsto un sistema di tiranti collegati al campanile, la cui funzione è quella di strallare e quindi di sostenere la copertura. Per quanto concernei rivestimenti esterni e la pavimentazione della chiesa si è pensato di utilizzare materiali locali:, la pietra asfaltica e il calcare duro bianco per la pavimentazione interna, la pietra di Comiso grigia e il basalto per la pavimentazione esterna. La pavimentazione interna sarà disposta a raggiera alternando i due tipi di materiali, con il punto di convergenza verso l’altare, di modo che entrando in chiesa si ha quasi la sensazione di essere proiettati verso il punto più importante di essa. L’attenzione viene posta prima all’altare poi alla cascata dietro di esso con tutti i significati simbolici che l’acqua rievoca: la purezza , la rigenerazione, la vita. All’esterno, per il terrazzo che si protende verso la borgata, si è preferito utilizzare un disegno a cerchi concentrici, alternando la pietra di Comiso grigia e il calcare bianco, la cui origine è il vertice nord della chiesa, essa segue la stessa direzione della facciata concava e sottolinea la funzione della chiesa : “propagare” la Parola di Dio oltre le sue mura, verso il mondo. La facciata invece verrà realizzata con blocchi di cemento bianchi che riproducono l’effetto della pietra a faccia vista, ma garantiscono una maggiore durata nel tempo ed una maggiore coibentazione termoacustica. L’illuminazione avviene tramite finestre di 30x80 poste nella parte alta ed esposte a nord in modo tale che l’illuminazione sia costante durante l’arco della giornata e si evitano i fastidiosi raggi solari proiettati sui fedeli. Collegata alla chiesa c’è il corpo della cappella feriale, la sagrestia e la casa canonica. La cappella feriale riprende la forma a conchiglia della chiesa, ma questa volta non in pianta ma in alzato, presenta delle aperture ad abbaino, e può contenere 42 posti a sedere. La casa canonica era stata volutamente pensata in un primo momento come tipologia agricola autoctona, recentemente prima dell'approvazione definitiva del progetto per volontà della CEI (Conferenza Episcopale Italiana) la casa canonica è stata oggetto di restyling prolungando il tetto semicircolare della cappella feriale ottenendo un effetto armonico d'insieme. Si sviluppa su due livelli; al piano terra la zona giorno, caratterizzata da uno spazio a doppia altezza, con annesso garage; al primo piano la zona notte. Tra i due corpi di fabbrica c’è la sagrestia con un piccolo ufficio e i servizi. Nella parte bassa del lotto, un ampio piazzale delimitato da una fila di alberi, conduce negli ambienti posti al disotto del piano della chiesa. Qui si trovano: il salone parrocchiale, caratterizzato da un’ampia parete vetrata trattata con filtri antisolari e illuminato dall’alto con due lucernai, le aule per il catechismo sono 14, il deposito, il locale impianti e i servizi. Il complesso parrocchiale servirà a coprire una lacuna che dura da più di trenta anni e oltre che dotarsi di uno spazio collettivo adeguato alle sue dimensioni questa ridente borgata di Scicli. NUMERI UTILI: Guardia Medica : 0932.930056 Via Savona snc. - coord. Lat. 36.45.57 N - Long.14.38.18 E - Carabinieri: 0932.937254 Via Sanremo nr. 122; Polizia Municipale 0932.835955, Corso Mazzini nr. 157, Scicli; Delegazione Comunale : 0932.938184 Via Regina Margherita nr. 01; Farmacia: 0932.937216 Via Regina Margherita nr. 12; Parrocchia Santa Caterina da Siena 0932.937261 Via Perello snc.;- coord.- Lat. 36.45.47 N - Lat.14.38.9 E - Ufficio Postale: 0932.930144 Via Casmene nr. 112; Banca Agricola Popolare di Ragusa: 0932.937219 Via Miccichè nr. 23: Bancomat: Via Miccichè nr. 23, c/o Banca Agricola Popolare di Ragusa Temperature invernali : 3 - 21 Temperature estive : 15 - 40.