Stazione meteo di San Chierlo

Rilevazioni dati meteoclimatici nel Comune di Monte San Pietro (BO)

Stazione meteorologica a norma MeteoNetwork - Rete MeteoNetwork - Licenza ODbL


LuogoMonte San Pietro
LocalitàSan Chierlo
ProprietarioMartin MB
StrumentazioneDavis Vantage Pro 2
Latitudine44.39 N
Longitudine11.142 E
Altitudine375 mslm
Altezza dal suolo200 cm
SchermaturaStandard
TipologiaExtra-Urbana
Tipo ubicazioneCampo aperto

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Foto del posizionamento

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Descrizione della stazione e del clima della zona

Questa stazione meteorologica è ubicata nella fascia di bassa collina (200-400 mt) del basso Appennino Settentrionale. La Pianura Padana dista 14 km in linea d’aria, Bologna (il capoluogo di regione) 20 km e la vetta più alta della regione, il Monte Cimone, 42 km. Il luogo dove è installato l’osservatorio si trova a metà strada tra la valle, dove scorre il fiume principale del comune (il Lavino) e la vetta, dove è ubicata la chiesa di San Chierlo, omonimo nome della stazione. La valle in questione, in questo tratto, presenta caratteristiche peculiari; difatti, al contrario della maggior parte delle valli regionali, che sono orientate in modo perpendicolare alla pianura (NE-SW), questa si presenta orientata parallelamente alla valle del Po (NW-SE), fattore questo rilevante per la risalita di nebbie e correnti più calde d’estate e più fredde d'inverno, le quali non vengono “incanalate” dato l’orientamento della valle. Tuttavia, qualche centinaio di metri più a Ovest la valle del Lavino assume la caratteristica direzione NE-SW. Il clima presente in questa località è, secondo la classificazione di Koeppen, di tipo Cfa, acronimo che sta per “Temperato umido con estate molto calda”. Essendo il limite tra il clima Cfa e Cfb (“Temperato umido con estate calda”) rappresentato dall’isoterma di 22º di temperatura media del mese più caldo, nelle annate più fresche il clima in questa località può assumere caratteristiche tipiche del tipo Cfb; difatti, in regione, il limite tra i climi Cfa e Cfb è rappresentato da un’altitudine di circa 500 metri. La temperatura media annua, per il periodo 1961-2017, risulta essere di 12.5ºC, mentre le precipitazioni medie annue, considerando sempre il periodo precedentemente citato, ammontano a 850 mm. Analizzando più a fondo il regime termico, si può constatare che il mese più freddo dell’anno risulta essere Gennaio, con una temperatura media di 3ºC circa, mentre il mese più caldo è Luglio con una media di quasi 23ºC; di conseguenza, la variazione di temperatura annua si assesta sui 20ºC, escursione tipica di un clima subcontinentale. Per quanto riguarda il regime pluviometrico, esso presenta due massimi annui, uno in primavera (secondario) e uno in autunno (primario), mentre le stagioni meno piovose sono l’Inverno e l’Estate; queste due stagioni apportano ognuna circa la stessa quantità di precipitazioni dell’altra, ma in Inverno le precipitazioni sono più deboli e concentrate in più giorni, mentre in Estate i maggiori apporti pluviometrici sono garantiti da intensi temporali che si originano nel Bacino Padano, dunque sono concentrati in meno giorni. In assenza di estati estremamente secche e calde, sono possibili anche entrate atlantiche per 2- 3 volte a Estate, le quali garantiscono piogge più prolungate e temperature che si assestano sui 22/25 gradi di massima e 12/15 gradi di minima. I giorni di precipitazioni medi annui, con accumulo liquido maggiore o uguale ad 1 mm, sono circa 80 l’anno. Rimanendo in tema fenomeni precipitativi, in questa località, oltre alla pioggia, possono manifestarsi anche: - grandinate: queste sono più frequenti durante i mesi estivi o comunque in concomitanza con forti eventi precipitativi e perturbati; - pioggia che congela al suolo (gelicidio): questo raro, magico, e allo stesso tempo pericoloso evento può manifestarsi circa 2 volte l’anno, con maggiore probabilità a Dicembre e Gennaio. Le condizioni necessarie perché questo accada sono uno strato di inversione termica piuttosto rilevante, con temperature più fredde nei primi 500 metri di altitudine che in quota, e temperature sotto zero. Perciò, le precipitazioni, partendo da liquide fin dall'alta quota a causa di aria mite, quando raggiungono il suolo delle zone ancora protette dal cosiddetto “cuscino freddo padano” ghiacciano all’istante; - nevicate: la neve è un evento piuttosto frequente in questa zona; difatti, la zona di alta pianura dal Bolognese fino al basso Piemonte corrisponde alla zona più nevosa di bassa quota in Italia. Le precipitazioni nevose si concentrano principalmente nei mesi di Dicembre, Gennaio e Febbraio, ma la prima neve si presenta generalmente a Novembre e l’ultima a Marzo. Si sono registrate nevicate con notevole accumulo anche nel mese di Aprile, dunque può nevicare per 6 mesi all’anno...anzi no! Il memorabile giorno 5 Maggio 2019, poco dopo le tre di pomeriggio, durante un'intensa fase piovosa, si è verificata una nevicata praticamente pura della durata di qualche minuto, senza portare accumuli registrati ma con deposito facilmente notabile su alcune superfici...è così stata riscritta la storia meteo di questa zona e persino il mese di Maggio rientra perciò nei mesi potenzialmente nevosi. Per il periodo 1961-2017 l’accumulo medio annuo di precipitazioni nevose ammonta a circa 65 cm, mentre per il quarantennio 1921-1960 la media ammontava a 100 cm. Sempre per questi quarant’anni di rilevamenti, i giorni con accumulo nevoso maggiore o uguale ad 1 cm sono circa 10 all’anno, mentre i giorni medi con manto nevoso presente al suolo sono circa 40. I venti soffiano prevalentemente da NE e da SW, direzioni dalle quali possono raramente giungere tempeste notevoli (come nel Dicembre 2017 quando si è registrata, a 3.6 mt dal suolo, altezza dove è collocato l’anemometro, la rafficona di 96.9 km/h, presumibilmente storica, proveniente da SW, in seguito ad un rilevante evento di gelicidio). Raffiche del genere sono decisamente inusuali per un’area come questa che è collocata nel bacino padano dove la circolazione d’aria è poca e ristretta. Infatti, per il resto dell’anno, la velocità media del vento si aggira, in questa località, sui 2 km/h, con raffiche giornaliere medie tra 11 e 16 km/h. L’umidità è elevata tutto l’anno (anche se meno che in pianura) e, specie tra Ottobre e Marzo, la presenza di nebbie fitte è decisamente abituale, anche se la frequenza aumenta molto di più abbassandosi di quota. Altri fenomeni particolari sono la formazione, in inverno, di spesse lastre di ghiaccio su fiumi e laghi, permettendo, alle volte, quando il freddo è più intenso, di camminarci sopra. Le brinate cominciano ad essere molto frequenti da fine Novembre e lo sono fino a circa metà Febbraio, ma sono comunque possibili fino a Maggio e comuni fino a metà Marzo. I valori pluviometrici segnati da questa Davis vengono costantemente confrontati con la stazione poco distante PCE-FWS 20 e, in particolare, con il pluviometro manuale TFA 1.0008 e, se errati, vengono repentinamente corretti. Infine, la neve viene misurata su due tavolette di compensato di misura 50x50 cm e di spessore 2 cm e questi dati vengono confrontati con le misure effettuate in campo aperto laddove il manto erboso è praticamente pari al terreno, così da evitare dati falsati.